Costruzioni in zona agricola: integrazione o innovazione?

... in realtà tutti e due!

Costruire/ristrutturare in zona agricola vuol dire inserire il proprio progetto in un ambiente poco antropizzato e con un'identità spesso molto forte. 

In questi casi per prima cosa devo prendere conoscenza del genius loci al fine di prevedere un progetto che si integri perfettamente nel paesaggio circostante creando un ambiente armonico. Non si può prescindere quindi dalla conoscenza e valorizzazione degli elementi caratterizzanti il luogo come allo stesso modo non si può rinunciare all'utilizzo di tecniche, materiali e tecnologie tipiche del nostro tempo.

Il giardino circostante

Un momento "pericoloso" della sistemazione di un fondo è la realizzazione del giardino. In questo ambito infatti accade spesso di sbizzarrirsi credendo di non correre grossi rischi e senza affidarsi all'assistenza di un architetto né di un giardiniere. Mettere a dimora alberi, arbusti e piante secondo il proprio sentimento può facilmente condurre ad un giardino sconnesso dalla casa e dal paesaggio circostante. Il non valutare elementi come la previsione di quella che sarà la pianta da grande, la non conoscenza di quello che sarà il suo portamento, la grandezza e la morfologia dell'apparato radicale, la corretta distanza di impianto, può condurre a dover inevitabilmente estirpare bellissimi alberi dopo averli curati e allevati per diversi anni. 

Personalmente preferisco utilizzare le specie arboree integrandole a quelle già esistenti nella macro zona ed evitando di creare dei confini troppo netti, decisi ed inequivocabilmente delimitanti la proprietà. Preferisco che gli alberi e le piante si pongano in una condizione di continuità rispetto ai lotti vicini, siano essi artificialmente costituiti o allo stato naturale. 

La delimitazione del terreno

Molto spesso si ha l'esigenza di delimitare il proprio terreno. Questo non dovrebbe rappresentare un problema per la riuscita del progetto e la perfetta integrazione nel paesaggio circostante. Sono da prediligere le ripetizioni di tecniche già presenti in loco e dal valore estetico non indifferente. In molte parti della Sicilia ad esempio sono diffusi a ancora oggi riporposti i bellissimi muretti a secco. Quando per praticità o per motivi economici si decide di ricorrere alla classica rete metallica, credo sia fondamentale evitare l'utilizzo di paletti in cemento armato, in legno e ancor più i paletti in ferro rivestiti da plastica verde (oddio!). Una soluzione che preferisco adottare è quella di installare paletti in ferro zincato e rete metallica senza alcun rivestimento. Non dovranno essere molto alti e quando, con il passare del tempo inizieranno ad arruginirsi, risulteranno ancora gradevoli dal punto di vista estetico e adatti alla funzione che dovranno svolgere. Questo sistema risulta anche leggero alla vista e non turba il paesaggio dove si inseriscono.

L'esterno del fabbricato

Preferisco riproporre elementi tipici e caratterizzanti del fabbricato tipico della zona rurale dove sto progettando. In Sicilia una casa colonica, una robba o una antica masseria portano con se un' identità molto forte alla quale preferisco sempre accostarmi. Il grande rischio nel quale non si deve assolutamente incorrere è quello di realizzare un falso, una copia cioè di quello che si faceva molti anni fa. La sfida è quella di entrare in totale armonia con il costruire tradizionale della zona pur affermando inequivocabilmente il cuore contemporaneo dell'opera. 

E' una grande sfida e la soluzione non può che venire da dentro!

Foto: progetto di ristrutturazione a Licata (Sicilia) | Salvo Lombardo Architetto

Salvo Lombardo


Come funziona un'attività di servizi estimativi?

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17/03/2017



Scale a sbalzo: 3 ragioni per le quali prediligerle in un ambiente aperto al pubblico

Le scale a sbalzo rappresentano una vera, assoluta novità nel settore: con la loro eleganza incarnano una soluzione ottimale per un ambiente particolarmente curato e rifinito, ma soprattutto molto frequentato e battuto, quale può essere un ufficio, ad esempio.

In questo particolare tipo di scala la struttura portante non è visibile o, in alcuni tipi, non è addirittura presente. Ma non è solo l’aspetto estetico a dare ragione dell’opportunità di istallarne una con preferenza in ambienti fini ed eleganti, quali ambienti di lavoro, quindi uffici, aziende, studi professionali, medici, ecc.

Le scale a sbalzo a ben vedere, oltre a risultare belle da vedere, offrono almeno altri 3 vantaggi.

Scopriamoli.

1. Maggiore sicurezza in fase di costruzione

Questo tipo di struttura, ossia quella che fa capo alla scala a sbalzo, può essere realizzata esclusivamente su muri portanti. I relativi gradini non si possono applicare su tramezzi o su pareti in cartongesso in quanto il peso che il muro dovrà sostenere sarà rilevante e la struttura finirebbe col non essere sicura in termini di stabilità.

Ne consegue pertanto che, gli addetti ai lavori, quando il committente richiede una scala a sbalzo, sono chiamati a svolgere un’attività minuziosa, certosina, che parte, prima di ogni altra cosa, dalla verifica di tutte le condizioni di stabilità necessarie: sulla parete su cui si andrà ad operare non devono essere presenti crepe o altri segni di cedimento.  Il fissaggio viene eseguito tramite due barre per gradino che vengono fissate nella muratura, che deve essere necessariamente portante, come chiarito.

Tutti questi accorgimenti collocano le scale a sbalzo tra le più sicure esistenti sul mercato.

2. Maggiore solidità

Molta importanza ricopre la scelta del materiale per la realizzazione delle scale a sbalzo.

Sicuramente, tale scelta sarà influenzata dall’ambiente in cui sarà chiamata a fare la sua presenza e dall’arredamento. Tuttavia, la scelta non dovrà essere influenzata solo dal punto di vista estetico.

La scala, infatti, dovendo rispondere a standard di sicurezza ancora più elevati del normale, dovrà essere realizzata con materiali particolarmente stabili nel tempo ed anche il meno scivolosi possibile. 

La scelta del materiale della scala a sbalzo sarà quindi determinante per la sicurezza e la stabilità di tutta la costruzione stessa. I gradini, ad esempio, che ne rappresentano la parte più evidente, generalmente vengono preferiti in legno massello, in ferro e in vetro temperato sottoposto a stratificazione.

3. Maggiore spessore dei gradini

Per una migliore stabilità e sicurezza, in fase di progettazione delle scale a sbalzo, ci si preoccupa principalmente - e parecchio più di quanto accada normalmente - dello spessore dei gradini.

Qualsiasi sia il materiale scelto allo scopo, generalmente si dovrà considerare uno spessore di almeno 5 o 6 centimetri a gradino: visto che ciascuno di essi andrà ad essere agganciato direttamente al muro, un buono spessore sarà in grado di conferire una maggiore consistenza all'intera scala a sbalzo.

Non dimentichiamo inoltre che le scale a sbalzo si prestano tantissimo alle personalizzazioni: se si utilizza un gradino in legno o in acciaio, ad esempio, è possibile eseguire un trattamento di verniciatura o resinatura che consenta di ottenere una scala personalizzata che esprima al meglio il proprio progetto di casa.









Il parquet

La scelta del parquet per molti è una questione di “coraggio”. Il coraggio di andare contro le comuni convinzioni su questo bellissimo materiale: è delicato, è costoso, è difficile da pulire, si macchia facilmente.

Sfatiamo questi miti:

Il parquet è molto versatile, si adatta ad ogni  stile. Che abbiate una casa country, moderna o classica contribuirà ad aggiungere stile alla vostra casa.

Quando si parla di parquet si considerano quasi sempre “off limits” la camera da bagno e la cucina, ripiegando nella maggior parte dei casi su una pavimentazione in ceramica.

In case dove la cucina costituisce un ambiente unico con la zona living, per creare armonia tra gli ambienti è ideale usare la stessa pavimentazione, scegliendo  nel caso del parquet tra le essenze più resistenti come il teak ( usato anche per esterni e imbarcazioni).

La pulizia

Il parquet si pulisce come un qualsiasi pavimento in ceramica, l’ unica accortezza è quella di usare prodotti poco aggressivi o specifici per superfici pregiate (legno e marmo), scegliendo tra la vasta gamma che trovate in commercio. In cucina una preoccupazione potrebbe nascere dal versamento di  olio, caffè o altri prodotti che potrebbero danneggiare il nostro legno. Fortunatamente essendo la superficie del legno verniciata, i tempi di assorbimento del legno sono abbastanza lunghi da darci il tempo di procedere all’asciugatura con uno straccio umido,  quello che si farebbe con una normale piastrella insomma (chi lascerebbe il pavimento sporco per ore?)

L’usura

In una casa alcune stanze sono soggette ad un calpestio più frequente rispetto ad altre, è per tale motivo che occorre uno strato nobile più spesso che possa permettere eventuali successive  levigature in caso di particolari abrasioni. La scelta di un parquet stratificato (prefinito) con strato nobile di almeno 3 mm presenta qualche vantaggio rispetto ad uno in legno massello in quanto meno soggetto a dilatazioni (a sua volta un parquet in massello ha altri punti di forza). Sicuramente è meglio evitare gli economici laminati.

Non per forza il parquet deve essere lucido e liscio,  esistono finiture che esaltano la venatura del legno rendendolo ruvido al tatto, parliamo del parquet spazzolato. La spazzolatura conferisce un effetto più naturale al legno e aiuta a celare i segni di usura.

È vero però che un parquet segnato dal tempo non sempre è  un difetto estetico, spesso è invece affascinante perché  racconta una storia: la vostra!

(foto: Salvo Lombardo Architetto)


Casa mia ... "la ruggine ti fa bella!"

E’ normale dover fare i conti coi materiali prima o poi.

Se stiamo ristrutturando casa è naturale porre la propria attenzione sui materiali da utilizzare, cercando di coniugare al meglio la funzionalità con l’estetica. Ma quanti hanno mai pensato di rivestire la propria casa di ruggine?

Stiamo parlando dell’acciaio COR-TEN (acciao patinabile).

Pur essendo un brevetto statunitense degli anni ’30, il Cor-Ten ha fatto capolino tra le fantasie degli architetti solo negli anni ’60.  A partire da allora il Cor-Ten ha fatto il suo ingresso ufficiale nel mondo dell’architettura divenendo un prodotto di larga diffusione. Se rimane pur vero che de gustibus non disputandum est, è anche vero che elementi architettonici in acciaio Cor-Ten hanno fatto da protagonista in architetture oggettivamente di successo e largamente apprezzate.

Ma quali sono i vantaggi del Cor-Ten?

Sicuramente questo acciaio è molto più resistente alla corrosione e alla tensione rispetto all’ acciaio tradizionalmente usato in edilizia. Quindi direi che un vantaggio è quello di avere un prodotto resistente e duraturo. Proviamo ora ad immaginare il suo utilizzo nei serramenti, cosa potremmo ottenere? Potremmo scegliere di avere profili più sottili (vista la maggiore resistenza) ed infine di mantenere la finitura arrugginita in luogo della classica vernice. 

Un altro vantaggio è il facile abbinamento del Cor-Ten sia a strutture dallo stile rustico (basti pensare al successo del prodotto accostato alle murature a secco) sia in ambienti moderni, ed in questo caso le grandi vetrate inserite in prospetti di acciaio Cor-Ten sono un esempio di perfetto abbinamento.

Qualche svantaggio?

Si, c’è anche quello. 

Il Cor-Ten è un prodotto relativamente costoso, la sua reperibilità può rivelarsi un tantino difficile in alcune zone d’Italia e non funziona bene applicato in ambienti costantemente umidi, questo acciaio  dovrebbe subire infatti i naturali cicli bagnato-asciutto come accade sulle facciate degli edifici. In ambienti marini si comporta come un acciaio normale.


 "Il meno è il più!" ... un po' di decluttering per la nostra casa

Partire da una celebre frase del maestro Van Der Rohe è il modo migliore per iniziare questo articolo.

Ogni volta che ci si trova alle prese con la ristrutturazione della propria abitazione, si finisce spesso per chiedersi: "qui cosa ci metto?". Per chi aspira ad uno spazio minimale e pulito sicuramente questa è la domanda sbagliata da porsi. Spesso invece è opportuno chiedersi: "qui cosa tolgo?".

Spesso vivendo la casa anno dopo anno, non si ha voglia di separarsi da oggetti o arredi ai quali ci si sente legati, ma altrettanto vero è che una casa con "troppe cose dentro" può suscitare emozioni negative alle quali purtroppo si finisce spesso per abituarsi. 

Quando si decide di rinnovare i propri ambienti quindi, sarebbe sempre opportuno rinunciare a cose che ci hanno accompagnato per molti anni e che hanno finito per "appesantire" l'ambiente in cui viviamo. 

Non a tutti va a genio una ristrutturazione in stile minimal, ma il discorso vale all'incirca per qualsiasi altro genere abbia ispirato la nostra voglia di rinnovare casa, l'ufficio o qualsiasi altro ambiente.

Iniziamo allora dal considerare ogni stanza per quello che è: un volume.

All'interno di questo volume per forza di cose inseriremo tanti altri oggetti, se siamo in cucina ad esempio collocheremo un frigorifero, un forno e altro ancora. Consideriamo che ogni cosa che aggiungiamo è spazio che togliamo al volume della nostra stanza, in altri termini avremo meno ariosità e più "cose". 

Esiste un modo per dotare il nostro ambiente di quello che ci serve trattenendo però un po' di spazio in più per rendere o per far sembrare la nostra stanza più ariosa. Se restiamo sull'esempio della cucina trovo sia interessante immaginare come sarebbe sostituire i mobili pensili con delle scaffalature. Lo spazio che ci occorre è sempre lo stesso, la mancanza degli sportelli però da più aria alla camera  ed il risultato è una stanza più open. Ci sono delle cose che vanno nascoste dalla vista e per quelle penseremo a degli spazi con tradizionali sistemi di occultamento, ma ce ne sono altre che invece, se ci pensate bene, rimanendo a vista possono aggiungere personalità donando un tono diverso alla stanza. 

In camera da letto potrebbe risultare interessante comprare un armadio con ante in vetro satinato o trasparente: occuperanno sempre lo stesso spazio, ma aumenteranno la sensazione di minore ingombro.

Arch.Salvo Lombardo


"Sono un architetto  e sono di Licata": un mio contributo al blog di "Pronto Pro".

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Con la L. n°164/2014 (sblocca Italia) sono state apportate importanti modifiche al D.P.R. n°380/2001. Alcune di queste modifiche hanno avuto ripercussioni positive su una serie di situazioni che possono essersi venute a creare nell'iter urbanistico-amministrativo favorendo un vero e proprio "sblocco" della situazione per immobili dalla storia burocratica un po' confusa. E' chiaro che ogni tecnico dovrà analizzare la situazione dell'immobile e le modifiche apportate dalla legge per comprendere al meglio in che modo è possibile ricondurre ciascun fabbricato verso una regolarizzazione laddove necessaria o per la realizzazione di interventi usufruendo di un iter burocratico snellito rispetto agli anni precedenti.

Tra le tante modifiche è importante approfondire tutto ciò che ha riguardato la definizione degli interventi e il nuovo regime sanzionatorio per la mancata comunicazione.


Ci sono voluti 15 lunghi anni, ma alla fine l'A.R.S. ha recepito dinamicamente in Sicilia quanto disposto dal D.P.R.380/2001. 

L'atto di recepimento non è stato comunque un copia/incolla del D.P.R.  valido sul resto del territorio italiano, alcuni importanti modifiche infatti differenziano a tratti i due testi. 

Tra le più importanti differenze sicuramente l'eliminazione del principio di doppia conformità ed in secondo luogo l'introduzione del silenzio assenso in luogo del silenzio diniego.

Importanti introduzioni anche nella categoria delle attività libere, nelle comunicazioni, negli oneri concessori.

Leggi la L.R. 10 agosto 2016 n.16